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    06/04/09

    La Corea del Nord lancia il razzo


    Tanto tuonò che piovve. Dopo tanti annunci, la Corea del Nord ha infine lanciato il missile in direzione del Giappone, razzo che secondo l'Occidente e la stessa Tokyo è una minaccia alla sicurezza dell'area, mentre per Pyongyang è un innocuo satellite per le telecomunicazioni.
    Le divergenze di opinione riguardano anche l'esito del lancio. Il razzo è infatti caduto in mare ben lontano dalle coste giapponesi, ed il lancio è quindi fallito "Sulla base delle informazioni a nostra disposizione, il primo e il secondo modulo del vettore sono finiti nell'oceano, e niente risulta essere stato nesso in orbita", ha detto il ministro della Difesa sudcoreano, Lee Sang Hee. Stessa cosa secondo la Difesa giapponese per cui il missile-satellite sarebbe finito nell'oceano dopo 13 minuti di volo. Il Comando Difesa Aerospaziale per l'America ha laconicamente dichiarato: "Non ci risulta alcun satellite entrato in orbita".
    Di parere diverso la propaganda del regime nord coreano, secondo cui il lancio "e' stato un successo" e "le melodie immortali delle rivoluzionarie canzoni trionfali".
    Durissima la reazione di Barack Obama - che si trova ad affrontare la sua prima crisi internazionale - secondo cui la Corea del Nord "ha violato le regole" e il lancio è "una minaccia contro la regione nordasiatica e contro la pace e la sicurezza internazionale". E ha aggiunto: "Con questo atto provocatorio, la Corea del Nord ha ignorato i suoi obblighi internazionali, ha rifiutato gli appelli alla calma e si e' isolata ancora di piu' dalla comunita' internazionale". Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha detto che l'azione nordcoreana "non contribuisce alla pace e alla stabilita' nella regione".
    La Cina, alleata della Corea del Nord, non ha finora chiarito quale posizione intenda prendere nel Consiglio di sicurezza dell' Onu, quando si discutera' di eventuali nuove sanzioni contro Pyongyang.
    La Russia ha invitato la Corea del Nord alla "moderazione" e fa sapere di "stare verificando se si tratti di una violazione della rilevante risoluzione dell'Onu".
    Intanto Usa e Giappone hanno spinto per ottenere una convocazione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell'Onu già ieri sera.

    04/04/09

    Diario della settimana

    Israele: subito dopo le poco concilianti dichiarazioni sui rapporti con la Palestina e il mancato rispetto dei patti di Annapolis, il neo-ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman se l'è dovuta vedere non solo con le polemiche politiche, ma anche con la magistratura, sebbene per tutt'altra storia. Lieberman è stato infatti interrogato per sette ore e mezza dalla polizia. Il 'falco' del governo Netanyahu e' sospettato di corruzione e riciclaggio di denaro sporco. "Avigdor Lieberman e' stato interrogato oggi a titolo cautelare dalla polizia per sette ore e mezza", ha affermato il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, "poiche' sospettato dei seguenti reati: corruzione, riciclaggio di denaro sporco e abuso di fiducia" che ri­guarda lui, suo figlio e il suo legale: in ballo ci sono grandi som­me di denaro, perché con una se­rie di finte società si sarebbero fatti pagare dall’estero, illegal­mente, la campagna elettorale. Era un interrogatorio già fissato ma rimandato per via della campagna elettorale, fanno sapere gli inquirenti.

    USA: il "Washington Post" parte all'attacco del Segretario al Tesoro Geithner, che ha ripetutamente accusato della crisi economica i mancati controlli dei mesi scorsi e ha persino minacciato di licenziare alcuni top manager delle banche. Ma il quotidiano di Washington ricorda che, prima di diventare Segretario al Tesoro, Geithner era incaricato proprio di supervisionare il sistema bancario statunitense, e avanza il sospetto che sia tuttora troppo vicino agli ambienti di Wall Street, citando frequenti incontri con i dirigenti della Citigroup.

    Corea del Nord: prevsto per oggi il lancio del missile-satellite se le condizioni meteo lo permetteranno. Nella base di Musudanri sarebbe cominciato il caricamento dei serbatoi del missile-satellite, che per USA, Sud Corea e Giappone è un missile balistico a lunga gittata in grado di trasportare una testata nucleare, mentre per Pyongyang è solo un satellite sperimentale per le telecomunicazioni. La Corea del Sud ha promesso ''una forte e severa'' risposta in caso si verificasse il lancio. La Casa Bianca ha definito oggi ''una azione provocatoria'' l'imminente lancio del missile e ''una violazione delle risoluzione delle Nazioni Unite''. "Non abbiamo smesso di fare appello alla Corea del Nord, e lo ribadiamo oggi, di non lanciare questo missile" ha detto l'emissario americano Bosworth.

    Francia: con un gesto simbolico, il presidente francese Sarkozy nell'incontro con Obama ha detto che la Francia è disposta a farsi carico di alcuni prigionieri di Guantanamo se questo aiutasse a facilitare la rapida chiusura del centro di detenzione.
    Sarkozy ha affermato che centri come quello di Guantanamo non sono coerenti con i valori statunitensi, e che tutti gli stati democratici hanno la responsabilità di adottare comportamenti in linea con i propri principi.

    Filippine: sono vivi e stanno bene, ma sono ancora nelle mani dei rapitori, Eugenio Vagni e Andreas Notter, i volontari della Croce rossa internazionale sequestrati nelle Filippine: a raccontarlo è un terzo ostaggio, Mary Jean Lacaba, che è stata invece liberata ieri. Per la filippina di 37 anni la prigionia è durata 77 giorni e dopo l'ultimatum con il quale i sequestratori del gruppo islamico legato ad Abu Sayyaf minacciavano di decapitare uno degli ostaggi se l'Esercito non si fosse ritirato da 14 villaggi della provincia di Sulu, la situazione sembrava disperata. Poi è arrivata la notizia della liberazione, senza la richiesta né il pagamento di alcun riscatto, come hanno riferito le autorità di Manila.

    28/03/09

    Diario della settimana

    Repubblica Ceca: a pochi giorni dal voto di sfiducia, il primo ministro Mirek Topolanek ha presentato le dimissioni del suo governo al presidente Vaclav Klaus. Le dimissioni giungono mentre la Repubblica Ceca detiene la presidenza di turno semestrale dell'Ue. La caduta del governo Topolanek mette anche a rischio la ratifica ceca del Trattato di Lisbona e quindi la sua adozione a livello europeo. Implicato in una serie di scandali, l'esecutivo ceco è anche la terza vittima della crisi economica che nell'Europa dell'est ha già fatto cadere i governi di Lettonia e Ungheria.
    Ora in base alla costituzione, il presidente Vaclav Klaus deve scegliere a chi affidare la formazione di un nuovo esecutivo, probabilmente allo stesso Topolanek, che ha già detto di aspettarsi un reincarico. Se però fallirà tre volte, avrà l'obbligo di indire nuove elezioni. La scadenza regolare delle prossime politiche sarebbe stata nel 2010. L'Ue ovviamente sta facendo pressioni affinchè la crisi si risolva al più presto senza mettere a repentaglio il trattato.

    Giappone: sale la tensione per l'annunciato lancio di un missile balistico da parte della Corea del Nord. Con una decisione senza precedenti nel dopoguerra il Giappone ha deciso di attivare lo scudo antimissile. Il consiglio di sicurezza nipponico guidato dal premier Taro Aso ha perciò dato l'ordine di abbattere il razzo nordcoreano. I Patriot sono già stati schierati attorno alla capitale e nel nord-est del paese. La Russia intanto ha invitato la Corea del Nord a rinunciare al lancio, che secondo Pyongyang dovrebbe avvenire fra il 4 e l'8 aprile e dovrebbe servire a mettere in orbita un satellite ad uso civile.

    Singapore: il parlamento di Singapore ha legalizzato la vendita degli organi attraverso una forma di 'rimborso' ai donatori. La quasi totalita' dei parlamentari, 79 su 84, ha votato a favore. La decisione sta scatenando polemiche ma il ministro della Salute Khaw Boon Wan spiega: non si tratta propriamente di una legalizzazione ''ma di correggere la posizione estrema che criminalizza tutti i tipi di pagamenti per chi decide di donare''. Il governo ha proposto una modifica al testo in seguito all’arresto, nel giugno scorso, del miliardario Tang Wee Sung: il magnate è finito in prigione per un giorno ed è stato condannato a un risarcimento in denaro per aver cercato di comperare un rene da un donatore indonesiano. L’esecutivo ha deciso quindi di regolare la materia, per consentire ai donatori di ricevere per legge un compenso in denaro.

    Messico: Manu Chao, il noto cantante francese impegnato in molte battaglie politiche, potrebbe essere espulso dal Messico. L'artista è accusato dalle autorità di Città del Messico di aver tenuto dei discorsi a sfondo politico tanto da essere considerati come un'ingerenza nella vita politica del Paese centroamericano.Uno dei portavoce del ministero dell'Interno messicano ha fatto sapere che un'indagine sarebbe stata già avviata "per sapere ciò che ha detto il cantante e in quale contesto". Le polemiche sarebbero partite dal fatto che il cantante avrebbe definito "terrorismo di Stato" l'intervento della polizia messicana a Salvador de Atenco nel 2006 dove gli agenti avevano attaccato dei venditori ambulanti di fiori che volevano protestare contro lo sgombero del loro mercato, causando la morte di due di loro. La frase incriminata "Ciò che è successo a Atenco è in un certo modo terrorismo di Stato" ora è al vaglio degli inquirenti. L'articolo 33 della Costituzione messicana, infatti, prevede che i cittadini stranieri presenti nel Paese non possano esprimere giudizi e pensieri sulla situazione politica.

    Francia: Il ministro della Difesa francese, Herve Morin, ha reso noto un progetto di legge per risarcire le persone chehanno subìto danni in seguito ai test nucleari effettuati dalla Francia in Algeria e in Polinesia tra il 1960 e il 1996. Il progetto sarà discusso in parlamento entro giugno. Un fondo di dieci milioni di euro è già stato stanziato peril primo anno. In seguito ai test francesi si sono ammalate circa 150mila persone, tra civili e militari.

    14/03/09

    Diario della settimana

    Pakistan: rivolta nella capitale Islamabad e nelle princiapli città del Paese, dopo che le forze di sicurezza hanno arrestato migliaia di avvocati e di oppositori politici che stavano partendo per la "Lunga marcia" di protesta contro il governo Zardari. Nawaz Sharif, leader della Lega musulmana, principale partito d'opposizione, ha però assicurato che la marcia si terrà ugualmente. Una delle cause scatenanti delle proteste è stata la destituzione del presidente della Corte Suprema decisa da Zardari, vedovo di Benazir Bhutto e presidente del Pakistan dallo scorso settembre. Tutto questo nelle stesse ore in cui gli aerei Predator statunitensi bombardavano il campo d'addestramento del comandante talebano Fazal Saeed nell'area tribale di Kurram (il settimo raid del 2009, il 46° in sette mesi).

    Iraq: L’ex-vice primo ministro iracheno Tareq Aziz è stato condannato a 15 anni di carcere per il suo ruolo nell’esecuzione di dozzine di commercianti accusati di aver infranto le leggi sul controllo dei prezzi nel 1992. Il tribunale ha inoltre condannato a morte due fratellastri di Saddam Hussein, Watban Ibrahim al Hassan, ex ministro degli interni, e Sebawi Ibrahim al Hassan, direttore dei servizi di sicurezza, per il loro coinvolgimento nello stesso crimine.
    Il verdetto arriva a meno di due settimane da un’altra sentenza dell’alto tribunale iracheno, che ha scagionato Aziz nel processo per l’uccisione di musulmani sciiti nel 1999, processo che ha visto il cugino di Saddam, Ali Hassan al-Majeed, detto "Alì il chimico" ricevere una terza condanna a morte.

    Francia: I lavoratori di un impianto della Sony nella Francia sudoccidentale hanno trattenuto una intera notte l'amministratore delegato del ramo francese del gruppo per chiedere migliori termini di licenziamento quando la struttura chiuderà in aprile.
    Serge Foucher e diversi altri dirigenti Sony sono rimasti bloccati nell'impianto a Pontonx-sur-l'Adour per una notte e sono stati rilasciati a metà mattina, dopo che lo staff, che ieri ha chiuso la strada di accesso all'impianto con tre tronchi, ha ottenuto garanzie per un nuovo round di negoziati. Secondo fonti sindacali, l'ad del gruppo si era recato ieri nella sede di Pontnox-sur-l'Adour per incontrare i 311 dipendenti un'ultima volta prima delle chiusura dell'impianto. I lavoratori, ritenendo che l'azienda ignorasse le loro richieste, hanno quindi trattenuto il dirigente nella sala riunioni dove ha passato la notte, ha detto oggi il delegato sindacale Patrick Hachaguer. "Non vuol sentire - aveva dichiarato ieri il sindacalista - e noi non abbiamo trovato altra soluzione".

    Giappone: Il Giappone ha protestato duramente contro l’annunciato lancio da parte della Corea del Nord di un satellite. Tokyo ha anche avvertito che potrebbe abbattere l’oggetto spaziale che, come ha reso noto Pyongyang, dovrebbe sorvolare lo spazio aereo nipponico. Il governo di Tokyo ha poi demarcato due aree di “pericolo” al largo delle coste nazionali. La Corea del Nord ha fornito alle agenzie dell’Onu le coordinate delle zone in cui i vettori del satellite per le comunicazioni di tipo Kwangmyongsong-2, dovrebbero cadere, svelando così l’intenzione di far sorvolare al missile per la messa in orbita del satellite i cieli giapponesi. Il lancio è previsto tra il 4 e l’8 aprile. Pyongyang ha ricordato la trasparenza delle proprie procedure. L’agenzia di stato Nkcna (North Korea Central News Agency) ha riferito che il governo nordcoreano ha recentemente siglato il Trattato sullo spazio extra-atmosferico e la Convenzione sugli oggetti lanciati nello spazio extra-atmosferico al fine di “contribuire al rafforzamento della fiducia internazionale e della cooperazione pacifica per la ricerca spaziale e il lancio di satelliti”.

    Iraq: E' stato condannato a tre anni di carcere Muntazar al Zaidi, il giornalista iracheno che il 14 dicembre lanciò le sue scarpe contro George W. Bush, nel corso della sua ultima conferenza stampa in Iraq da presidente degli Stati Uniti.
    Il giornalista, che in patria è un eroe, rischiava 15 anni di carcere se il suo gesto fosse stato considerato un attentato a un capo di stato straniero. I suoi legali hanno comunque annunciato un ricorso in appello.