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    04/03/09

    Vaticano - Il Papa dispensa l'ultraconservatore Wagner

    La notizia della nomina del sacerdote Gerhard Wagner a vescovo ausiliario di Linz negli scorsi giorni aveva suscitato tumulti nell'episcopato austriaco e persino nella curia Vaticana. Wagner è infatti un ultraconservatore inviso alle frange progressiste, protagonista di dure invettive contro gli omosessuali ("si possono curare"), contro Harry Potter ("contiene elementi di satanismo") e i costumi immorali di un’America abortista e senza Dio "l'uragano Katrina ha distrutto non solo i nightclub e i bordelli, ma anche le cinque cliniche cittadine dove si pratica l'aborto"). I vescovi austriaci, guidati dall'arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn (che pure è considerato un prelato conservatore, e nel 2005 si è fatto notare per un'intervista al "New York Times" in cui definiva la teoria dell'evoluzione "un'ideologia"), hanno indetto una riunione d'urgenza per protestare contro la decisione di Papa Benedetto XVI di affidare un incarico così prestigioso ad un prelato tanto contestato. La riunione è stata provocata anche dalla delicata situazione della chiesa cattolica in Austria, dopo che alcune recenti dichiarazioni omofobe da parte dello stesso Wagner e del vescovo di Feldkirch, Elmar Fischer, avevano creato irritazione nella comunità dei fedeli: "i cattolici hanno diritto a pretendere che noi facciamo del nostro meglio per superare la crisi", ha detto Schönborn. Le attuali tensioni nella Chiesa, hanno prodotto irritazione e rassegnazione, ha ammesso il porporato che si è anche appellato a trovare il modo per "limitare i danni". Tensioni che si vanno ad aggiungere ai malumori espressi dallo stesso Schoenborn per la revoca della scomunica al vescovo lefebvriano negazionista Williamson.
    Dopo la convocazione della riunione Wagner si è visto costretto a farsi da parte, e dal Vaticano è arrivato il via libera con la formula tradizionale della "dispensa": "Il Santo Padre ha dispensato il reverendo monsignor Gerhard Wagner dall’accettare l’ufficio di vescovo ausiliare di Linz". Il pontefice ha così autorizzato Wagner a dimettersi, accogliendo così una sua lettera scritta sull’onda delle pressioni ricevute. Il sacerdote aveva ammesso di essersi dimesso «nell'interesse e per il bene della Chiesa» alle luce delle pesanti critiche, previa consultazione col vescovo di Linz.
    I vescovi austriaci hanno accolto con favore la decisione e, in una nota, hanno detto di sperare ''che si riesca a migliorare gli insufficienti processi comunicativi anche in Vaticano, in modo che il servizio universale del Papa non venga coperto da ombre".
    Quanto alla ''questione della nomina dei vescovi'', si legge nella lettera, essa ''e' cosi' significativa, perche' a meta' degli anni Ottanta in Austria essa e' stata legata a parecchi problemi. Troppe sono state le controversie legate alla nomina di vescovi, troppo dolorosi i conflitti e le crepe esplose nella Chiesa. Per questo motivo c'e' tanta sensibilita' in materia. E' fuori questione che al Papa spetta la libera nomina dei vescovi. I vescovi - prosegue il testo - non desiderano alcun ritorno al passato, nel quale, come accadeva nel 1918, era il Kaiser a nominare i vescovi. Ne' un 'voto popolare' dei vescovi eviterebbe conflitti e partigianerie. Noi vescovi siamo convinti che il processo di scelta e di esame dei candidati previsto dal diritto ecclesiastico da' buoni risultati se questo processo viene effettivamente viene rispettato. Perche' prima che il Santo Padre prenda l'ultima decisione, ci devono essere fondamenti affidabili e ampiamente provati sui quali egli possa appoggiarsi''.
    Il caso Wagner assomiglia, anche se per motivi opposti, alla vicenda del vescovo polacco Wielgus. Nominato da Papa Ratzinger nuovo arcivescovo di Varsavia nel gennaio 2007, fu costretto alle dimissioni poco prima di prendere possesso della cattedrale per avere collaborato, in passato, con il regime comunista.

    Fonte: Ticinonews, Il Messaggero

    21/02/09

    Diario della settimana

    Israele: il presidente israeliano Shimon Peres ha conferito a Benjamin Netanyahu il compito di formare il nuovo governo. Nonostante il partito di Netanyahu, il Likud, abbia ottenuto un seggio in meno rispetto a Kadima nelle elezioni del 10 febbraio, il premier incaricato sembra in grado di metter in piedi una coalizione con la maggioranza dei voti della Knesset, alleandosi con gli ultranazionalisti di Avigdor Lieberman e con altre formazioni di destra. Netanyahu ha 42 giorni per formare il nuovo governo, e non è escluso che faccia un tentativo di includere anche Kadima, ma Tzipi Livni ha già fatto sapere che non intende collaborare con il leader del Likud. La Livni si era dichiarata disponibile ad un governo di larghe intese alla cui guida si sarebbero alternati lei e Netanyahu, ma il suo avversario ha rifiutato l'ipotesi. A questo punto Peres non ha potuto far altro che conferire l'incarico a chi dei due aveva maggiori possibilità di formare un governo stabile.

    Guadalupe: la situazione si sta facendo esplosiva nei territori francesi dei Caraibi, Guadalupe e Martinica, così come anche nell'isola africana La Reunion. La causa delle rivolte è la condizione di vita sempre più difficile e la povertà dilagante, che ha portato le manifestazioni sindacali a degenerare in disordini sempre più gravi, in cui è anche stato ucciso un rappresentante sindacale e feriti diversi poliziotti. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha promesso di impiegare nuove risorse statali in favore delle persone colpite dalla crisi economica mentre l'esplosione di violenza nell'isola francese di Guadalupa aumenta la preoccupazione di possibili rivolte anche in Francia.

    USA: polemiche per una vignetta del "New York Post", il quotidiano conservatore di proprietà di Rupert Murdoch e vicino agli ambienti della destra repubblicana. A seguito dell'accidentale uccisione di uno scimpanzè da parte della polizia in Connecticut, la tradizionale vignetta di Pagina 6 raffigura due poliziotti davanti alla scimmia morta. Uno dei due si chiede "E adesso dovranno trovare qualcun altro che firmi la prossima legge sullo stimolo economico", riferendosi alla legge appena approvata e fortemente voluta dal presidente Obama. Il parallelismo scimmia=Obama ha fatto piovere sul quotidiano le immancabili accuse di razzismo, a cui il Post ha risposto spiegando che la vignetta voleva solo criticare il fatto che il piano economico sia scritto male, e non paragonare il presidente a una scimmia.

    Vaticano:La Santa sede ha chiesto e ottenuto un intervento delle autorità di Israele per far oscurare un programma televisivo in onda su una emittente privata israeliana, Canale 10. Nella trasmissione contestata, il comico Lior Schlein ha ironizzato sui vescovi lefebvriani negazionisti facendo satira sui dogmi del cristianesimo visti in chiave negazionista, a partire dalla verginità della Madonna e dai miracoli di Gesù. Il siparietto ha sollevato le proteste della comunità cristiana e il responsabile della rete ha immediatamente chiuso il programma del comico.

    Egitto: le autorità egiziane hanno inaspettatamente rilasciato il leader dell'opposizione politica Ayman Nour dopo oltre tre anni di detenzione a causa di accuse che lui ha definito basate su ragioni politiche. Unico uomo politico egiziano che abbia mai sfidato Hosni Mubarak ad una elezione presidenziale fu condannato a cinque anni di carcere. Solo dopo pochi mesi dalle elezioni, Nour fu incriminato per aver falsato circa duemila firme sulle liste.